Un’altra importante iniziativa che Goodwill sta promuovendo, è la realizzazione di un progetto che prevede la concessione da parte delle Istituzioni di un immobile da utilizzare per organizzare una struttura di accoglienza che sia:
Con questa iniziativa si intende promuovere, anche per le condizioni più difficili di disabilità, la cultura dell’abitare: ripartire dal concetto di casa, di abitare domestico, per assicurare una corretta coniugazione tra la parola "abitazione" e la parola "assistenza", affinché possano incontrarsi senza dar luogo a separazioni, a recinti, a mera "medicalizzazione". La convivenza tra condizioni di autosufficienza e di non autosufficienza delle persone, così come la residenzialità permanente e quella temporanea devono essere stimoli positivi reciprocamente importanti per impedire il doffondersi di una sensazione di terminalità che l’anziano spesso, in ambienti poco adatti, è portato a considerare. Vogliamo inoltre fare in modo che anche l’inabilità sia vissuta non come frustrazione psico–fisica della persona, ma nella convinzione che, adeguatamente stimolata, sia considerata uno stato di abilità diversa nel quale l’individuo possa riscoprire capacità inaspettate di utilità sia verso se stesso che verso gli altri. Ecco perché tra l’altro la proposta prevede che parte del personale dipendente e non, utilizzato per il funzionamente della struttura, sarà selezionato tra soggetti inabili, previamente formati, ai quali verranno affidati compiti e funzioni adatte alle loro condizioni, con ciò volendo dimostrare, prima di tutto a loro stessi e poi agli ospiti, le importanti potenzialità che possono sprigionarsi da condizioni apparentemente di grande difficoltà. Tutto il modello organizzativo e dei servizi offerti deve quindi tendere a sviluppare in particolare l’auto–mutuo aiuto in tutte le aree di fragilità L’apertura al territorio diventa in questo contesto un altro momento determinante di stimolo e non solo di socializzazione. L’incentivazione di contatti e la ricerca di sinergie collaborative con le organizzazioni degli anziani, con il mondo della scuola, con il tessuto economico–imprenditoriale locale e con le stesse istituzioni darà un contributo determinante al raggiungimento degli obiettivi del progetto anche attraverso esperienze innovative di partecipazioni dirette nelle diverse attività.
Il motto della Goodwill è "We believe in work" noi crediamo nel lavoro, il lavoro come opportunità, come riscatto, come evoluzione, come crescita.
I presupposti con i quali Goodwill opera, sono sintetizzati dalle parole del suo presidente, Anna Marsili:
"Noi di Goodwill saremo soddisfatti solo quando ogni individuo avrà la possibilità di raggiungere una posizione ottimale sia professionale che umana, che gli permetta di sfruttare al meglio il suo potenziale, questo perché possa crescere come individuo ma anche perché sia in grado di contribuire pienamente, sotto ogni aspetto, allo sviluppo della nostra società"
Goodwill opera in maniera indipendente all’interno delle comunità in cui è presente, senza alcuna finalità di lucro e senza connotazioni politiche o di partito, religiose o filosofiche.